Il test di Lachman è una delle manovre diagnostiche più comuni per valutare l’integrità del legamento crociato anteriore (LCA), una delle principali strutture stabilizzatrici del ginocchio. Questo test, utilizzato in contesti clinici e sportivi, si basa sull’osservazione della traslazione anteriore della tibia rispetto al femore, con il ginocchio in una posizione di flessione ridotta.

Viene considerato il test più sensibile per la diagnosi delle lesioni del LCA, soprattutto nei primi giorni successivi all’infortunio, ed è generalmente preferito rispetto ad altre manovre come il test del cassetto anteriore e il pivot shift test. La sua affidabilità lo rende uno strumento indispensabile per ortopedici, fisioterapisti e medici dello sport.

Obiettivo

È principalmente utilizzato per valutare la funzionalità del legamento crociato anteriore, che ha il compito di prevenire l‘eccessiva traslazione anteriore della tibia rispetto al femore. Durante il test, la gamba dell’infortunato viene flessa a circa 20-30 gradi, una posizione che permette di isolare il LCA riducendo l’influenza di altri tessuti e legamenti. Questo è un vantaggio rispetto al test del cassetto anteriore, che richiede una flessione maggiore del ginocchio (di solito intorno ai 90 gradi) e può essere influenzato da altri fattori muscolari o legamentosi.

Se il LCA è danneggiato o rotto, si può osservare una traslazione anteriore anomala della tibia. In un ginocchio sano, questa traslazione è minima e si avverte una fine corsa netta.

In presenza di una lesione, al contrario, si nota una traslazione eccessiva e una fine corsa meno definita, suggerendo un’insufficienza del legamento crociato. Una traslazione di 2-5 mm rispetto al lato non lesionato può indicare una lesione parziale o completa del legamento (1). La valutazione quantitativa di questa traslazione può essere effettuata anche con dispositivi come l’artrometro, che permettono una misurazione oggettiva.

Come Viene Eseguito

Il paziente, solitamente sdraiato in posizione supina, viene posizionato con il ginocchio flesso a circa 20-30 gradi. L’esaminatore stabilizza il femore distalmente con una mano, mentre l’altra mano afferra la tibia prossimalmente. A questo punto, si applica una forza cranio-caudale alla tibia per cercare di indurre una traslazione anteriore. Il test è considerato positivo se si osserva un’eccessiva traslazione della tibia rispetto al lato sano e se non si percepisce una chiara sensazione di fine corsa.

Una variante del test di Lachman, chiamata Lachman prono, viene eseguita con il paziente in posizione prona. In questo caso, l’esaminatore stabilizza la gamba lesionata posizionando il proprio ginocchio sotto la coscia del paziente. Questa posizione può risultare più confortevole per il paziente e consente una stabilizzazione più efficace dell’arto durante l’esecuzione del test. Sebbene meno comune, questa variante è utile in contesti in cui la posizione supina del paziente risulti scomoda o inadeguata per una corretta valutazione.

Valori Psicometrici e Affidabilità

È considerato uno dei più affidabili per la valutazione delle lesioni del legamento crociato anteriore, con una sensibilità che varia dall’85% al 95% e una specificità che può raggiungere il 93%. Tali valori indicano che il test è altamente efficace nel rilevare una lesione del LCA, specialmente nelle fasi acute, ovvero nei primi giorni dopo l’infortunio. Tuttavia, come evidenziato dallo studio di Sokal et al. (2022), l’affidabilità del test di Lachman può essere sovrastimata se non eseguito correttamente o se non combinato con altri test diagnostici.

È importante notare che il test di Lachman non può essere l’unico strumento utilizzato per diagnosticare una lesione del LCA. Studi più recenti suggeriscono di combinarlo con altre manovre, come il pivot shift test o l’uso di imaging avanzato come la risonanza magnetica (MRI), per ottenere una diagnosi più accurata. In particolare, il pivot shift test risulta particolarmente utile per valutare l’instabilità rotazionale del ginocchio, che spesso accompagna le lesioni più gravi del LCA.

Conclusione

Il test di Lachman rimane uno strumento fondamentale per la diagnosi delle lesioni del legamento crociato anteriore, grazie alla sua alta sensibilità e specificità, soprattutto nelle fasi acute dell’infortunio. Sebbene altre manovre, come il test del cassetto anteriore e il pivot shift, possano essere utili, il test di Lachman è generalmente considerato più affidabile per la sua capacità di isolare la funzione del LCA. L’uso di varianti come il Lachman prono può migliorare il comfort del paziente e la precisione dell’esame. 

Tuttavia, è importante combinare il test di Lachman con altre tecniche diagnostiche per escludere altre patologie e confermare la diagnosi. Come con ogni test clinico, l’accuratezza della diagnosi dipende in gran parte dalla competenza dell’esaminatore e dalla corretta esecuzione della manovra.

Bibliografia
  1. Butler, D. L., Noyes, F. R., & Grood, E. S. (1980). Ligamentous restraints to anterior-posterior drawer in the human knee. A biomechanical study. The Journal of Bone and Joint Surgery, 62(2), 259-270.
  2. Sokal, P., Domżalski, M. E., & Wilczyński, T. (2022). Lachman test revisited: A critical analysis of its efficacy and clinical value. Knee Surgery, Sports Traumatology, Arthroscopy, 30(1), 12-18.
  3. Torg, J. S., Conrad, W., & Kalen, V. (1976). Clinical diagnosis of anterior cruciate ligament instability in the athlete. The American Journal of Sports Medicine, 4(2), 84-93.

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