Il legamento crociato anteriore (LCA), insieme agli altri legamenti del ginocchio, è fondamentale per la stabilità dell’articolazione durante i movimenti, in particolare per la traslazione anteriore della tibia sul femore durante la flesso-estensione e per l’intrarotazione.

Secondo studi clinici, tale infortunio rappresenta uno dei più comuni in ambito sportivo, comprendendo tra il 5% e il 15% dei casi.

Fattori di rischio e meccanismo lesivo

I principali fattori di rischio per la lesione del LCA si possono suddividere schematicamente in intrinseci (propri del soggetto infortunato) ed estrinseci (provenienti dall’esterno).

I fattori intrinseci possono essere ulteriormente classificati in:

– Anatomici. 

– Fisiologici. 

– Genetici. 

– Biomeccanici.

– Neuromuscolari.

I fattori estrinseci, invece, si possono distinguere in:

– Meteorologici.

– Superficie di gioco.

– Calzature.

– Livello e intensità dell’ attività praticata.

L’80% dei casi di lesione e rottura avviene come risultato di un meccanismo indiretto, ossia un movimento senza trauma diretto che provoca la rottura. Il movimento specifico più comune è un extrarotazione in valgo.

Tipologie di riparazione chirurgica

 

Il trattamento della rottura del legamento crociato anteriore nel calciatore è prevalentemente chirurgico. Negli anni le diverse tecniche sono state continuamente migliorate e collaudate nei loro vari aspetti specifici, ognuna con i propri pro e contro. Le tecniche più comuni si dividono principalmente in:

  • Tecniche ad innesto autologo: ricostruzione con tendine semitendinoso e gracile, ricostruzione con tendine quadricipitale, ricostruzione con tendine rotuleo.
  • Tecniche ad innesto omologo: utilizzo di tendine da cadavere.
  • Tecniche con legamento artificiale: LARS (Ligament Advanced Reinforcement System).
  • Tecnica a doppio fascio.

Management post chirurgico e ritorno in campo

Dopo la ricostruzione chirurgica per via artroscopica, è indispensabile un programma di riabilitazione che prevede vari step progressivi per ripristinare tutte le afferenze alterate dalla lesione e successivamente modificate dall’intervento chirurgico, oltre a ristabilire i livelli di attività pre-trauma, minimizzando il più possibile i rischi di reinfortunio.

In letteratura sono state fatte molte revisioni e confrontati diversi protocolli riabilitativi, ma a tutt’oggi non esiste un gold standard validato. Tuttavia, la gestione della riabilitazione si basa su criteri, fasi programmate e il raggiungimento di obiettivi specifici, con test che determinano il passaggio da una fase all’altra.

I principali punti cardine delle fasi post-operatorie sono:

  • Fase 1: Gestione del dolore e del gonfiore, recupero della mobilità
  • Fase 2: Incremento progressivo della forza muscolare
  • Fase 3: Recupero della componente propriocettiva
  • Fase 4: Ripresa graduale della corsa e del movimento specifico per lo sport
  • Fase 5: Ripresa dell’attività praticata

Prevenzione del rischio di recidive

Dopo una lesione del legamento crociato anteriore, la prevenzione del reinfortunio ha un ruolo fondamentale. La costruzione di protocolli mirati al controllo e al rinforzo del ginocchio è essenziale. Questi protocolli generalmente includono una combinazione di esercizi di pliometria, rinforzo degli arti inferiori, core stability, agilità, e controllo motorio sui cambi di direzione, sui salti e sull’atterraggio, da eseguire durante tutta la stagione agonistica.

Conclusione

Per concludere, l’apprendimento delle capacità funzionali adattative richiede l’imprevedibilità di tutti i contesti sport-specifici. L’integrazione di tutti gli input ricevuti dai sistemi vestibolare, visivo e sensomotorio rende un training neurocognitivo utile per minimizzare l’incidenza di queste lesioni.

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