Come si diagnostica una lesione del legamento crociato posteriore?
È facile pensare che, quando sentiamo parlare di “legamenti del ginocchio”, si tratti sempre dello stesso problema: magari un semplice stiramento o, nella peggiore delle ipotesi, una lesione al famoso legamento crociato anteriore. Ma c’è un altro componente chiave di questa complessa articolazione che spesso passa inosservato, almeno finché non ci provoca dolore vero: il legamento crociato posteriore, o LCP.
Quando il LCP si danneggia – che sia per un trauma sportivo o per un incidente stradale – la diagnosi corretta diventa fondamentale per recuperare pienamente e tornare a muoversi senza dolori. Ma, come si diagnostica una lesione del legamento crociato posteriore? In questo articolo lo vedremo passo dopo passo, con un linguaggio semplice, ma accurato.
Cos'è il legamento crociato posteriore e perché è così importante?
Il legamento crociato posteriore è uno dei quattro legamenti principali del ginocchio. Si trova nella parte posteriore del ginocchio e collega il femore alla tibia, impedendo a quest’ultima di spostarsi troppo indietro rispetto al femore.
Quando il LCP si lesiona – per esempio in seguito a un impatto diretto sul ginocchio piegato o a una caduta su un terreno duro – si può creare instabilità, dolore profondo e una sensazione di insicurezza tipica durante la camminata o quando si scendono le scale. Ma il problema è che a volte i sintomi sono così lievi o poco specifici che si rischia di sottovalutarli.
Come la lesione: Breve panoramica dei meccanismi più comuni
No, non è sempre colpa di una partita di calcio o di un allenamento estremo. Le lesioni del legamento crociato posteriore possono verificarsi anche in circostanze più comuni.
- Impatto diretto alla parte anteriore della tibia, come capita spesso nei tamponamenti in auto (ginocchio che colpisce il cruscotto)
- Cadute su un ginocchio piegato, ad esempio durante attività ricreative
- Movimenti torsionali violenti o decelerazioni improvvise negli sport di contatto
A differenza del legamento crociato anteriore, il posteriore ha una maggiore capacità di guarigione spontanea, ma ciò non vuol dire che non richieda attenzione mirata e, soprattutto, una diagnosi corretta.
Ma quindi... Come si diagnostica una lesione del legamento crociato posteriore?
La diagnosi di una lesione del LCP richiede un mix di attenzione clinica, esami manuali molto specifici e approfondimenti strumentali. Vediamoli uno per uno, perché ogni fase ha un suo ruolo importante
Colloquio con il professionista: La raccolta dell'anamnesi
La prima cosa da fare? Parlare. Sembra banale, eppure raccontare come è avvenuto il trauma, quali sensazioni abbiamo provato e come si comporta il ginocchio nel tempo aiuta il professionista a farsi un’idea chiara.
Chi ha esperienza nel campo (fisioterapisti specializzati in riabilitazione muscoloscheletrica, ortopedici, medici dello sport) può già intuire qualcosa dalla sola descrizione. Ad esempio, il classico episodio di impatto diretto mentre il ginocchio era flesso è un indizio importante per sospettare una lesione del LCP.
Esame fisico: I test specifici che fanno la differenza
Qui entra in gioco la manualità esperta. Esistono test ortopedici ben precisi che servono proprio a valutare l’integrità del legamento crociato posteriore.
Tra i più utilizzati troviamo:
- Test del cassetto posteriore: con il paziente supino e il ginocchio piegato, il terapeuta applica pressione sulla tibia cercando uno scivolamento posteriore anomalo.
- Posterior sag sign: quando il ginocchio, posizionato in flessione a 90°, mostra un “cedimento” della tibia verso il basso, segnale di insufficienza del LCP.
- Quadriceps active test: richiesto quando si desidera vedere se la contrazione del quadricipite riduce lo slittamento della tibia, suggerendo una lesione del crociato posteriore.
Questi test, se eseguiti correttamente, permettono anche di classificare la gravità della lesione, distinguendola tra parziale o completa.
Quando servono gli esami di imaging?
Sospettare non basta. Una corretta diagnosi molto spesso deve essere confermata da indagini strumentali. In particolare, la risonanza magnetica nucleare (RMN) è oggi l’esame gold standard per individuare e valutare una lesione del LCP.
Infatti, la risonanza offre una visione dettagliata di tutto l’apparato capsulo-legamentoso, incluse eventuali lesioni associate come fratture, danni al menisco o ad altri legamenti (per esempio il collaterale mediale). L’ecografia, invece, ha un ruolo molto marginale, utile semmai nella valutazione dell’edema o di raccolte liquide.
Altri esami utili
Talvolta il medico può richiedere anche:
- Radiografie (RX): non servono a visualizzare direttamente i legamenti, ma possono escludere fratture o avulsioni (distacchi ossei legamentosi) conseguenti al trauma.
- Artro-TAC: una TAC con contrasto articolare che può evidenziare dettagli anatomici minuto per minuto, ma è meno usata per il LCP.
La diagnosi differenziale conta: Cosa escludere?
Spesso il dolore al ginocchio, accompagnato da instabilità, può essere confuso con altre patologie. Ecco perché è importante distinguere la lesione del LCP da:
- Lesione del legamento crociato anteriore (i sintomi possono sovrapporsi ma cambiano modalità e direzione dell’instabilità)
- Distorsioni del collaterale mediale o laterale
- Lesioni meniscali, che spesso danno dolore meccanico (a scatto o blocco)
Un buon professionista sa che, per evitare stress inutili e trattamenti inefficaci, è fondamentale arrivare alla diagnosi più precisa possibile fin da subito.
FAQ sulla diagnosi di lesione LCP
Posso avere una lesione del LCP senza sapere quando è avvenuta?
Sì. Alcune lesioni del LCP – soprattutto quelle parziali – non producono dolore immediato o instabilità pronunciata. A volte ci si accorge solo dopo, quando compaiono fastidi cronici o debolezza articolare nelle attività quotidiane.
Serve sempre una risonanza per identificarla?
Non sempre, ma è fortemente consigliata. I test clinici sono fondamentali, ma la RMN consente una valutazione completa dello stato del legamento e di eventuali lesioni associate.
Chi è il professionista giusto a cui rivolgermi?
Un fisioterapista esperto in patologie del ginocchio è spesso il primo punto di riferimento, soprattutto per riconoscere i segni clinici e indirizzarti verso gli esami più adeguati. In caso di lesioni gravi o complesse, può essere coinvolto anche un ortopedico.
In sintesi: Cosa ci portiamo a casa?
Capire come si diagnostica una lesione del legamento crociato posteriore non è un dettaglio: è il primo passo verso una guarigione completa. Purtroppo, trattandosi di una struttura meno “nota” del crociato anteriore, anche il suo infortunio viene spesso minimizzato. Ma un dolore persistente, una sensazione di instabilità o un trauma diretto al ginocchio non andrebbero mai ignorati.
La diagnosi richiede competenza specifica, test clinici mirati e, quando necessario, esami strumentali come la risonanza magnetica. Solo così si può impostare un percorso di recupero efficace, spesso fisioterapico, che permette di evitare complicazioni e tornare a vivere attivamente.
Hai notato sintomi simili? Magari da qualche settimana il tuo ginocchio ti dà fastidio e non riesci più a correre tranquillamente o a salire le scale senza incertezza? Allora non aspettare oltre.
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Bibliografia
- American Family Physician – Posterior Cruciate Ligament Injuries
- National Center for Biotechnology Information – Posterior Cruciate Ligament Injuries: Diagnosis and Treatment
- OrthoBullets – Posterior Cruciate Ligament (PCL) Injury Overview
- Biomechanical and Anatomical Considerations in PCL Injury – Journal of Experimental Orthopaedics




